Pittore fiorentino,  figurativo, paesaggista.

Ha iniziato a dipingere all'età di trent'anni sotto la guida di un'artista estrosa e sensibile, Grazia Gargani, dotata di grande tecnica e apprezzata anche come scultrice in Italia e all'estero. Da lei ha potuto apprendere le fini arti del mestiere, unite alla grande sensibilità che ella è riuscita a trasfondere nel giovane discepolo.

Franceschetti ha poi proseguito il proprio percorso artistico per molti anni in privato, tra le alterne vicissitudini della vita, senza, però, mai perdere il contatto col mondo della pittura e frequentando più o meno assiduamente gli studi di altri pittori fiorentini come Roberto Smorti  e Adriano Basagni, con i quali non ha mai smesso di uscire a dipingere "en plein air".

Grande osservatore della natura nei suoi minimi dettagli ed espressioni di luce e colori, del paesaggio fiorentino e toscano e delle marine in particolare, Franceschetti dipinge le sue tele  quasi esclusivamente all'aria aperta, riprendendo i suoi soggetti dal vero e riuscendo a trasferire nelle opere le sensazioni e le emozioni del momento, con il risultato di esprimere fedelmente le luci e i colori della propria percezione..

In un mondo dove ormai il tempo è diventato il vero protagonista e tiranno di ciascuno, costringendoci a reinterpretare continuamente anche le scelte più radicate per renderle economicamente accettabili, Franceschetti non ha mutato il proprio cammino pittorico in favore di soluzioni più facili e immediate, ma ha dimostrato di credere ancora nelle riprese dal vero, come le sole in grado di trasportare l'animo dell'osservatore dentro la realtà pittorica rappresentata.

 Egli è ben certo di essere privilegiato in questo "atto di fede" nell'impegno a voler resistere agli sconvolgimenti virtuali contenuti nelle espressioni attuali dell'arte e alle facili lusinghe di tecniche pittoriche più rapide e accomodanti, ma proprio per questo resiste e difende un'idea che lo rende integro e vivo tra i suoi contemporanei.

Livornese  (Ardenza 1947)  di nascita e da molti anni a Firenze, dove vive e lavora, ha ereditato dai pittori labronici lo spiccato gusto per i colori vivi e i loro contrasti con perfette dosature e alternanze di toni freddi e caldi, di chiari, di scuri e velature che danno ai suoi quadri calore e plasticità nel rispetto della sensibilità propria dell'artista e della sua capacità di elaborarne gli stimoli.


Recentemente  le sue opere  sono state esposte a:

FIRENZE,  AREZZO,  CARPI (Mo), CASTIGLIONCELLO ( LI),  Sarzana (Sp),  Equi Terme (Lu),  Panzano in Chianti (Fi),  Bivigliano (Fi),  Castiglion Fibocchi (Ar),  Castelfranco (Fi),    Radicondoli  (Si), Bagno a Ripoli (Fi).

In particolare il Comune di Firenze ha commissionato all'artista una mostra tenutasi nel Luglio 2009  nella splendida cornice della  sala Brunelleschi del Palagio di Parte Guelfa,  con tema "le acque" della città di Firenze e in Toscana:  rassegna di  opere sui temi dell'Arno e  dei torrenti  che attraversano Firenze nel loro percorso da monte a valle della citta, spazi lacustri  e marine.

Nel 2010 sono previste diverse esposizioni (vedi sezione apposita) tra le quali ancora Firenze,   Fiesole (Fi), Arezzo, Trieste, Padova e (da definire ancora) Pavia.

 

Le immagini a lato si riferiscono alle recenti mostre di  Firenze  al Palagio di Parte Guelfa, Bivigliano (Fi), Castelfranco (Ar) e Castiglioncello (Livorno).

Tutte le opere di Franceschetti traggono l'ispirazione dall'attenta osservazione del vero.

Seguirlo nel proprio percorso pittorico significa viaggiare, nel tempo e nelle stagioni dell'anno, per paesaggi e marine in Toscana e fuori: nell'amenità di una campagna chiantigiana o senese o nelle brume di un canale a Chioggia o ancora davanti all'imponenza misurata della fortezza medicea di Livorno o nello scenario naturale del lago di Massaciuccoli con lo sfondo delle Apuane.

Vi è in Franceschetti,  una meticolosa ricerca  del luogo nel quale ritrarre lo scorcio, dell'inquadratura e  della scelta della direzione della luce, con particolare predilezione per le riprese controluce.

Nelle riprese di nature morte il pittore si dedica lungamente alla scelta della composizione accostando i  vari oggetti sul piano e confrontandone i contrasti e le vicinanze di colore. Anche la scelta delle tele è di grande importanza per l'uso  di tessuti grezzi o più grossolani che accentuino l'effetto di luce e colori  e riducano i dettagli.

La  D.ssa Alessandra Rontini, critica d'arte,  ha  scritto di lui:

"......pittura sincera, pulita, ordinata e non scevra d'influenze labroniche nella conferma di una tavolozza ponderatamente vivace; l'impianto pittorico è composto di magici equilibri e di delicati giochi cromatici di chiaro scuri, di luci, di ombre, di riflessi e trasparenze.... dove lo sguardo fugge verso l'infinito, nello scorrere lento delle acque dell'Arno o nel silenzioso approdo delle barche in darsena. o nelle incantevoli nature morte....."

".....la sua pittura non è solo una devota e passionale versione della realtà con la quale egli si raffronta, ma in ogni suo dipinto traspare stupore, rispetto e meditazione verso l'ordine e le leggi della natura......"

E ancora Anna Marzullo Giulianelli:     ".......ti colpisce (nei quadri di A.F.)  l'onda di luce,  una luminosità che non annienta nè dissolve la concretezza  degli elementi naturali..... E' un inno gioioso che esalta la vita e  un avvertimento al suo rispetto"